Incentivi

FER X 2026: incentivi per il fotovoltaico, requisiti e procedure GSE

Come funziona il meccanismo FER X per le fonti rinnovabili mature: modalità di accesso, procedure competitive, scadenze GSE e cumulabilità con altri incentivi.

Grande impianto fotovoltaico a terra che accede agli incentivi FER X
Verifica normativa — Le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere informativo e devono essere verificate rispetto alla normativa e alle indicazioni ufficiali aggiornate.

Il FER X è il nuovo meccanismo di incentivazione dedicato alle fonti rinnovabili mature, tra cui il fotovoltaico, eolico onshore, idroelettrico e gas da depurazione.

Con il decreto definitivo, il meccanismo mette a disposizione 37,15 GW di nuova capacità rinnovabile fino al 31 dicembre 2030, con una dotazione stimata di circa 23 miliardi di euro.

Per gli installatori che lavorano su capannoni, coperture industriali, impianti commerciali e grandi impianti a terra, conoscere il funzionamento del FER X diventa particolarmente importante.

Il principio è diverso rispetto a molti incentivi tradizionali: il FER X non incentiva direttamente l’autoconsumo, ma garantisce per 20 anni una remunerazione dell’energia immessa in rete attraverso un meccanismo che stabilizza il prezzo riconosciuto al produttore.

Le modalità di accesso cambiano inoltre in funzione della potenza dell’impianto: fino a 1 MW è previsto l’accesso diretto, mentre oltre questa soglia è necessario partecipare alle procedure competitive organizzate dal GSE.

Vediamo nel dettaglio come funziona.

Il meccanismo FER X in breve

Il FER X sostiene la produzione di energia elettrica da tecnologie rinnovabili considerate ormai mature:

  • fotovoltaico;
  • eolico onshore;
  • idroelettrico;
  • gas residuati dai processi di depurazione.

Il meccanismo prevede un prezzo di riferimento sull’energia immessa in rete per un periodo di 20 anni.

Per gli impianti soggetti al contratto per differenza, il funzionamento è bidirezionale.

Quando il prezzo dell’energia sul mercato è inferiore al prezzo riconosciuto dal FER X, il GSE corrisponde al produttore la differenza.

Quando invece il prezzo di mercato supera il prezzo riconosciuto, è il produttore a restituire la differenza.

L’obiettivo è quindi ridurre l’esposizione dell’investimento alle oscillazioni del mercato elettrico e rendere più prevedibili i ricavi generati dall’impianto.

Per chi realizza un impianto, questo cambia anche la logica di dimensionamento: l’elemento centrale non è necessariamente il consumo dell’azienda, ma la quantità di energia destinata all’immissione in rete.

Dal FER X transitorio al nuovo decreto definitivo

Prima dell’attuale regime è stato introdotto un FER X transitorio, previsto dal decreto del 30 dicembre 2024.

Per gli impianti fino a 1 MW, l’accesso diretto al regime transitorio è stato disponibile sul Portale FER-X dal 2 ottobre al 31 dicembre 2025, con un contingente complessivo di 3 GW.

Le prime graduatorie relative alle procedure competitive sono state pubblicate dal GSE il 1° dicembre 2025.

Successivamente è arrivato il FER X definitivo.

Il DM MASE n. 194 del 18 giugno 2026 è stato pubblicato il 6 agosto 2026 ed è entrato in vigore il 7 agosto 2026.

Le relative Regole Operative sono state approvate con decreto direttoriale n. 82 del 7 agosto 2026.

Dal 25 agosto 2026, inoltre, il portale GSE dedicato al FER X definitivo è aperto per le richieste di qualifica preliminare.

Per la prima asta prevista a dicembre 2026, la richiesta di qualifica preliminare deve essere presentata entro il 30 settembre 2026.

Un’altra data fondamentale riguarda gli impianti in accesso diretto: i lavori non possono essere iniziati prima del 7 agosto 2026, data di entrata in vigore del decreto definitivo.

Le tre fasce di potenza da conoscere

Uno degli aspetti più importanti per capire quale procedura applicare è la potenza dell’impianto.

Le soglie principali sono 200 kW e 1 MW.

Impianti fino a 200 kW

Gli impianti fino a 200 kW possono accedere direttamente al FER X.

In questa fascia il GSE ritira e vende l’energia elettrica, riconoscendo al produttore una tariffa omnicomprensiva sulla produzione netta immessa in rete.

Impianti da 200 kW a 1 MW

Anche in questo caso è previsto l’accesso diretto, ma cambia il sistema di remunerazione.

Il produttore mantiene la disponibilità dell’energia e viene applicato un contratto per differenza a due vie.

Impianti oltre 1 MW

Superato 1 MW non è previsto l’accesso diretto.

L’impianto deve partecipare alle procedure competitive organizzate dal GSE, sempre attraverso un contratto per differenza a due vie.

In sintesi:

fino a 200 kW → accesso diretto + tariffa omnicomprensiva

da 200 kW a 1 MW → accesso diretto + contratto per differenza

oltre 1 MW → asta GSE + contratto per differenza

Il contingente previsto per l’accesso diretto è pari complessivamente a 10 GW, considerando tutte le tecnologie.

Il meccanismo rimane aperto fino al 31 dicembre 2030 oppure fino a 60 giorni dopo il raggiungimento del contingente disponibile.

Per le procedure competitive sono invece disponibili 27,15 GW, di cui 10 GW riservati al fotovoltaico.

Cosa serve per partecipare alle aste sopra 1 MW

Per gli impianti fotovoltaici superiori a 1 MW è necessario prestare particolare attenzione allo stato autorizzativo del progetto.

Per partecipare alla procedura competitiva, l’impianto deve infatti essere già dotato del titolo abilitativo alla costruzione e all’esercizio.

Per il fotovoltaico non è sufficiente disporre solamente di una valutazione di impatto ambientale favorevole.

Un progetto che si trova ancora nella fase di istruttoria urbanistica non può quindi essere candidato.

Per le altre tecnologie previste dal FER X è invece ammessa la valutazione di impatto ambientale favorevole.

I valori economici previsti per il fotovoltaico sopra 1 MW

Per gli impianti superiori a 1 MW, l’Allegato 1 del decreto FER X definitivo stabilisce per il fotovoltaico:

  • 80 €/MWh come prezzo di esercizio;
  • 95 €/MWh come base d’asta;
  • 65 €/MWh come limite inferiore.

Il prezzo effettivamente riconosciuto viene determinato applicando alla base d’asta il ribasso offerto dal partecipante.

Per le altre tecnologie, i valori indicati sono:

Eolico onshore

  • prezzo di esercizio: 85 €/MWh;
  • base d’asta: 95 €/MWh;
  • limite inferiore: 70 €/MWh.

Idroelettrico

  • prezzo di esercizio: 90 €/MWh;
  • base d’asta: 105 €/MWh;
  • limite inferiore: 80 €/MWh.

I premi aggiuntivi previsti per alcuni impianti fotovoltaici

Il decreto prevede anche maggiorazioni che possono sommarsi al prezzo riconosciuto.

Per gli impianti fotovoltaici realizzati in sostituzione di coperture contenenti eternit o amianto è previsto un premio di:

+27 €/MWh.

Per gli impianti fotovoltaici installati su specchi d’acqua è invece prevista una maggiorazione di:

+10 €/MWh.

Queste maggiorazioni non si applicano alle altre tecnologie.

La presenza di una copertura in amianto può quindi incidere in maniera significativa sulla valutazione economica di un progetto fotovoltaico industriale.

E per gli impianti fino a 1 MW?

I valori appena descritti non devono essere utilizzati per gli impianti di taglia inferiore.

Per gli impianti fino a 1 MW, infatti, il decreto definitivo affida ad ARERA il compito di determinare i prezzi di aggiudicazione.

ARERA dispone di 90 giorni dall’entrata in vigore del decreto, avvenuta il 7 agosto 2026, per stabilire tali valori.

Al 2 settembre 2026, il relativo provvedimento non risultava ancora pubblicato.

Esiste comunque un riferimento derivante dal regime transitorio.

Con la delibera 339/2025/R/efr del 22 luglio 2025, ARERA aveva stabilito per gli impianti fotovoltaici fino a 1 MW un prezzo di:

77 €/MWh

con maggiorazioni territoriali pari a 4 €/MWh oppure 10 €/MWh, in funzione della regione.

Questo valore può rappresentare un riferimento per effettuare delle stime, ma non costituisce la tariffa definitiva FER X 2026.

Cosa succede quando cambia il prezzo dell’energia

Per gli impianti soggetti al contratto per differenza, il GSE effettua un confronto su base oraria tra il prezzo riconosciuto all’impianto e il prezzo di riferimento del Mercato del Giorno Prima.

Se il prezzo di mercato è inferiore, il GSE riconosce al produttore la differenza.

Se invece il prezzo di mercato supera il prezzo di aggiudicazione, il produttore restituisce l’eccedenza, eventualmente attraverso successivi conguagli.

Il contratto ha una durata di 20 anni a partire dall’entrata in esercizio dell’impianto.

Anche l’indicizzazione del prezzo segue regole specifiche.

Tra il momento del bando e l’entrata in esercizio, il prezzo viene rivalutato al 100% sulla base dell’indice dei prezzi al consumo.

Durante i successivi vent’anni di esercizio, invece, l’indicizzazione è solamente parziale ed è riferita alla componente relativa ai costi di gestione e manutenzione.

È quindi importante non costruire il business plan dell’impianto ipotizzando che l’intera tariffa rimanga completamente indicizzata all’inflazione per vent’anni.

Il ruolo dei coefficienti territoriali

Il FER X utilizza anche dei coefficienti zonali.

Questi coefficienti vengono utilizzati dal GSE nella formazione delle graduatorie, ma non modificano la remunerazione effettivamente riconosciuta all’impianto.

Il produttore continua quindi a ricevere il proprio prezzo di aggiudicazione.

Le garanzie richieste per gli impianti sopra 1 MW

Per partecipare alle procedure competitive è necessario fornire delle garanzie economiche.

Per gli impianti superiori a 1 MW è prevista una:

cauzione provvisoria pari al 5%

e successivamente una:

cauzione definitiva pari al 10%.

Per il fotovoltaico, il calcolo viene effettuato utilizzando un costo convenzionale di 900 €/kW.

Per ogni MW di potenza questo equivale quindi a:

45.000 € di cauzione provvisoria

e

90.000 € di cauzione definitiva.

È un elemento da verificare fin dalle prime fasi di sviluppo del progetto, perché può avere un impatto significativo sulla capacità del cliente di partecipare alla procedura.

Entro quando deve entrare in esercizio l’impianto

Per gli impianti fotovoltaici ed eolici il tempo massimo previsto per l’entrata in esercizio è pari a 36 mesi.

Il mancato rispetto della scadenza comporta una progressiva riduzione del prezzo riconosciuto.

La decurtazione è pari a:

  • 0,2% al mese per i primi 9 mesi di ritardo;
  • 0,5% al mese per i successivi 6 mesi.

Il ritardo massimo ammesso è quindi di 15 mesi.

Oltre questo periodo l’impianto decade dalla graduatoria.

I 90 giorni dopo l’entrata in esercizio

Un’altra scadenza fondamentale inizia a decorrere quando l’impianto entra in esercizio.

Dopo la registrazione dell’entrata in esercizio in GAUDÌ, il titolare dispone di 90 giorni solari per presentare al GSE la richiesta di accesso attraverso il Portale FER-X.

Le conseguenze del mancato rispetto della scadenza cambiano in funzione della modalità di accesso.

Per gli impianti che partecipano alle aste, il ritardo può comportare la decadenza e l’escussione della cauzione definitiva.

Per gli impianti in accesso diretto, invece, viene persa la remunerazione relativa al periodo compreso tra l’entrata in esercizio e la comunicazione.

Per questo motivo è importante coordinare correttamente connessione, registrazione GAUDÌ, entrata in esercizio e pratica FER X.

FER X e altri incentivi: quando è possibile il cumulo

Il FER X può essere combinato con alcune altre forme di agevolazione, ma il cumulo comporta una rideterminazione del prezzo di aggiudicazione.

Sono ammessi:

  • contributi in conto capitale fino al 40% del costo dell’investimento, esclusivamente per impianti di nuova costruzione;
  • fondi di garanzia;
  • fondi di rotazione;
  • agevolazioni fiscali sotto forma di credito d’imposta;
  • detassazione degli investimenti in macchinari e attrezzature.

Per quanto riguarda il rapporto con Transizione 5.0, la possibilità di utilizzare crediti d’imposta lascia aperta una possibile compatibilità, ma non è presente una conferma esplicita nelle fonti pubbliche.

La compatibilità deve quindi essere verificata prima di considerarla acquisita all’interno del business plan.

FER X, Ritiro Dedicato e Scambio sul Posto

Il FER X è alternativo al Ritiro Dedicato e allo Scambio sul Posto.

I diversi meccanismi non possono essere utilizzati contemporaneamente sullo stesso impianto.

Lo Scambio sul Posto è inoltre chiuso ai nuovi impianti dal 2025.

Le principali alternative per un nuovo progetto diventano quindi:

  • FER X;
  • Ritiro Dedicato;
  • vendita diretta dell’energia sul mercato;
  • configurazioni di autoconsumo diffuso.

La scelta deve essere effettuata prima di definire la configurazione di misura dell’impianto.

Quando il FER X è più adatto a un progetto fotovoltaico

Il FER X assume particolare rilevanza nei progetti nei quali una quota importante dell’energia prodotta viene immessa in rete e il produttore vuole ottenere maggiore prevedibilità sui ricavi futuri.

È invece meno coerente con impianti progettati principalmente per massimizzare l’autoconsumo.

La differenza è particolarmente evidente sotto i 200 kW, dove il FER X prevede una tariffa omnicomprensiva con cessione totale al GSE.

Un capannone industriale con consumi elevati durante le ore diurne potrebbe quindi avere interesse a dimensionare l’impianto principalmente sull’autoconsumo invece di massimizzare l’energia immessa.

Tra le tipologie di progetto maggiormente interessate dal FER X rientrano:

  • capannoni industriali;
  • coperture in amianto da bonificare;
  • portafogli di impianti tra 200 kW e 1 MW;
  • impianti agrivoltaici;
  • grandi impianti a terra superiori a 1 MW.

Cosa ci dicono i risultati delle prime aste

I risultati del regime transitorio permettono di avere un primo riferimento sul livello di competizione delle procedure.

A dicembre 2025 sono state presentate 870 richieste per oltre 11.000 MW.

Sono stati ammessi 504 progetti per complessivi 8.637 MW.

Il fotovoltaico ha rappresentato la parte principale:

474 impianti per 7.697,6 MW.

Il prezzo medio ponderato di aggiudicazione è stato pari a:

56,825 €/MWh

con un ribasso medio del:

37,34%.

Il dato evidenzia quanto possa essere importante costruire il business plan considerando il livello di competizione effettivo delle aste e non semplicemente la base d’asta teorica.

Le rinunce relative al fotovoltaico hanno inoltre superato 744 MW.

Per l’eolico sono stati assegnati 939,4 MW rispetto ai 2.500 MW disponibili.

Le procedure dedicate alle filiere non cinesi

Nel regime transitorio è stata prevista anche una procedura sperimentale basata su criteri diversi dal solo prezzo e riservata a filiere che utilizzano componenti di origine non cinese.

In questa procedura sono stati ammessi:

88 progetti per complessivi 1.114,8 MW

con un prezzo medio pari a:

66,378 €/MWh.

Almeno il 30% del contingente competitivo rimane riservato a questo tipo di procedura.

La presenza di un sistema di accumulo con potenza pari ad almeno il 25% della potenza dell’impianto rappresenta inoltre un criterio premiante.

Le scadenze da presidiare nella gestione di un progetto FER X

La corretta gestione delle tempistiche è una delle parti più delicate del processo.

Per la prima procedura competitiva del FER X definitivo, la richiesta di qualifica preliminare deve essere presentata entro il 30 settembre 2026 per partecipare all’asta prevista a dicembre.

La qualifica preliminare ha una validità di due anni.

Le aste vengono inoltre organizzate con cadenza trimestrale.

Questo significa che un progetto che non partecipa a una determinata procedura può essere candidato alla successiva senza dover necessariamente ripetere l’intero processo di qualifica.

Per chi gestisce più impianti contemporaneamente diventa quindi fondamentale tenere sotto controllo autorizzazioni, documentazione tecnica, scadenze GSE, connessione e registrazione GAUDÌ.

FAQ sul FER X

Quanto dura l’incentivo FER X?

La remunerazione prevista dal meccanismo ha una durata di 20 anni dall’entrata in esercizio dell’impianto.

Il FER X è il nuovo Conto Energia?

No.

Il Conto Energia era un incentivo riconosciuto sulla produzione dell’impianto.

Il FER X utilizza invece un contratto per differenza sull’energia immessa in rete, con l’obiettivo di stabilizzare il ricavo intorno a un determinato prezzo per vent’anni.

Un impianto residenziale da 6 kW può utilizzare il FER X?

Dal punto di vista della potenza rientra nell’accesso diretto.

Sotto i 200 kW, tuttavia, il FER X prevede una tariffa omnicomprensiva con cessione totale dell’energia al GSE.

Questo lo rende poco compatibile con un normale impianto residenziale progettato principalmente per massimizzare l’autoconsumo.

Per gli impianti residenziali rimangono disponibili strumenti come le detrazioni fiscali e le Comunità Energetiche Rinnovabili.

Quanto tempo c’è per presentare la richiesta dopo l’entrata in esercizio?

Il titolare dispone di 90 giorni solari dalla data di entrata in esercizio registrata in GAUDÌ per presentare la richiesta attraverso il Portale FER-X del GSE.

Negli impianti ammessi tramite asta il mancato rispetto del termine può comportare la decadenza dalla graduatoria e l’escussione della cauzione definitiva.

Per gli impianti in accesso diretto viene invece persa la remunerazione relativa al periodo non coperto.

È possibile iniziare i lavori prima di accedere al FER X?

Per gli impianti in accesso diretto, i lavori non possono essere iniziati prima del 7 agosto 2026, data di entrata in vigore del decreto definitivo.

Per gli impianti superiori a 1 MW, invece, i lavori non possono iniziare prima della presentazione della domanda di partecipazione alla procedura competitiva.

Il mancato rispetto di queste condizioni può determinare la perdita dell’accesso al meccanismo.

Qual è la tariffa FER X per un impianto fotovoltaico sotto 1 MW?

Il decreto definitivo demanda ad ARERA la determinazione dei prezzi per gli impianti di piccola taglia.

ARERA dispone di 90 giorni dal 7 agosto 2026 per definire i valori.

Come riferimento, nel regime transitorio il fotovoltaico fino a 1 MW aveva un prezzo pari a 77 €/MWh, con maggiorazioni territoriali di 4 o 10 €/MWh.

Questo valore non deve però essere considerato come la tariffa definitiva del FER X 2026.

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